La terribile verità sui rendimenti dei BOT e dei BTP e come continuare a far rendere i tuoi soldi fino al 7% mentre dormi sonni tranquilli

By | 24 Novembre 2015

rendimenti BOT e BTP zeroSe hai comprato o ti sei informato sui rendimenti dei BOT o dei BTP negli ultimi tempi avrai notato che rendono pochissimo: nel caso dei BOT il rendimento dell’ultima emissione al netto delle spese è addirittura sotto lo zero, mentre i BTP a con scadenza a 10 anni rendono circa l’1,2%.

Prendi ad esempio il caso del BTP Italia uscito nei giorni scorsi e che molti si sono precipitati a comperare: ti da un tasso fisso dello 0.5% lordo più l’inflazione che ci sarà.

Quindi ad oggi investi i tuoi sudati risparmi per prendere uno 0.50% lordo all’anno.

Ipotizza di comprarne per 10.000 euro.

Dopo 1 anno incassi interessi per 43,75 euro netti!

A questi devi togliere a fine anno la tassa patrimoniale dello 0,20%, che su 10.000 sono 20 euro, aggiungi anche la banca che si prende circa  20 euro l’anno per la custodia dei titoli di stato.

A te restano 0,43 centesimi di euro.

Benvenuto nella landa desolata dei RENDIMENTI obbligazionari ZERO o negativi.

Siamo al paradosso per cui tu presti i soldi e, invece di guadagnare gli interessi, sai già che ti verrà restituito  quanto hai prestato e spesso anche di meno.

Questa situazione è ancora più stupefacente nel caso dell’Italia dove il debito pubblico è a un passo dal livello spazzatura e ammonta alla stratosferica cifra  2169 miliardi di euro, 262 miliardi in più rispetto al 2011 quando eravamo al culmine della crisi e ad un passo dal default.

Questa non è la sola brutta notizia se hai investito o vuoi investire in obbligazioni (i titoli di stato BOT BTP sono obbligazioni).

La notizia più brutta è che se i tassi di interesse, che non sono mai stati così bassi nella storia, iniziano a salire potrai avere delle perdite consistenti nei tuoi investimenti.

Perchè?

Perché se i tassi salgono significa che anche l’inflazione sale  e tu resti inchiodato con il tuo rendimento bassissimo per diversi anni. Alla scadenza avrai ancora il rimborso del tuo capitale ma questo capitale non avrà più il potere di acquisto di oggi: quindi, di fatto, hai subito una perdita.

Ad esempio oggi vai al tuo ristorante preferito e paghi 100 euro per un pranzo. Tieni da parte 100  euro per tornare al ristorante tra 10 anni e li investi in un BTP all’1%. Tra 10 anni avrai 110,50. Se però l’inflazione, da circa zero che è ora, va al 3%, il pranzo al ristorante costerà circa 134,5 per effetto dell’interesse composto . Ben 24 euro in più di quello che ti ritrovi in tasca.

Non hai una perdita perché hai investito 100 e alla fine hai 110,5 ma sei indubbiamente più povero di oggi.

La perdita la subisci nel caso tu vuoi vendere le obbligazioni prima della scadenza, magari perché ti servono i soldi. In questo caso devi vendere al prezzo di mercato e questo diminuisce al crescere del tasso di interesse facendoti incassare subito la perdita. Ritornando all’esempio precedente se i tassi salgono di colpo del 3% il prezzo scende di circa 24 euro e incassi 76 euro a fronte dei 100 che hai pagato

 

ATTENZIONE : Il tuo risparmio e i tuoi investimenti potrebbero essere stritolati da un aumento dei tassi di interesse.

L’alternativa alle obbligazioni sono da sempre le azioni. Anche in questo caso però ci sono dei problemi: i mercati azionari più efficienti sono sui massimi storici assoluti. Questo proprio perché chi voleva rendimenti  più alti ha comprato azioni facendone salire il prezzo.

Le azioni in questo momento sono quindi molto vulnerabili a discese anche consistenti.

Questo al di là del fatto che è più difficile e rischioso scegliere un’azione piuttosto che un obbligazione: l’obbligazione alla scadenza restituisce i tuoi soldi, a meno che non fallisca, mentre l’azione può restare in perdita per un numero indefinito di anni se sbagli la società in cui investire.

Un’altra alternativa è lasciare i soldi sul conto corrente ma devi sapere che:

  • i conti correnti non danno più alcuna remunerazione
  • quando “depositi” i tuoi soldi sul conto corrente ne perdi il possesso, in pratica li presti gratuitamente  alla banca che ne fa quello che vuole. Se la banca fallisce, e da luglio di quest’anno possono fallire come è già successo Cipro ma anche pochi giorni fa nella teutonica Austria, rischi di perdere tutto (per la verità fino a 100mila euro per intestatario interviene il fondo interbancario, anche se dopo mesi di attesa, ma oltre tale cifra perdi tutto).

Stendiamo un velo pietoso sul mercato immobiliare ormai completamente ingessato e sempre più colpito dalla tassazione.

Una valida alternativa sono i metalli preziosi, adesso a prezzi bassi. I lati negativi dell’investimento in metalli preziosi riguardano:

  • la custodia, cioè dove li tengo (le cassette di sicurezza hanno comunque dei costi)
  • la liquidità, cioè cosa fare quando li voglio vendere (ad esempio devo scegliere bene l’acquirente)
  • la volatilità, cioè hanno movimenti di prezzo anche molto forti
  • il rendimento, cioè non danno ne interessi ne dividendi

La domanda che ti stai ponendo è “ok ma allora che cosa faccio? Dove li metto i miei soldi? Come posso fare ora che i rendimenti dei BOT e dei BTP sono quasi a zero?”

La risposta a questa domanda è “Dipende da te!”, devi fare una pianificazione finanziaria.

Mi spiego, ricapitoliamo per punti:

  • Le obbligazioni, sia bancarie che emesse da qualsiasi società o dallo stato, rendono pochissimo se non hanno addirittura rendimenti negativi, in più c’è il rischio di perdite in caso di aumento dei tassi d’interesse
  • Le azioni in questo momento sono generalmente care e a rischio correzione e quindi a rischio perdite
  • il mercato immobiliare è ingessato e con prezzi in discesa oltre ad essere sempre più bersaglio delle tasse
  • I conti correnti sono apparentemente un porto sicuro ma, in realtà, non sono a rischio zero come comunemente si crede e in più non pagano  interessi
  • I metalli preziosi sono una valida alternativa ma hanno anch’essi dei problemi.

Sono finiti i bei tempi in cui ti potevi comprare tranquillamente un BTP e vivere di rendita, ora devi scendere sul campo di battaglia e combattere contro i demoni dei mercati finanziari che vogliono prenderti i tuoi risparmi: devi resistere alle Sirene dei rendimenti facili e vincere i Ciclopi delle perdite.

Ma come faccio io che ho sempre comprato i titoli di stato e ho sempre rifiutato il rischio?

Se per combattere una guerra e vincerla non puoi improvvisare ma devi stendere un piano tattico dettagliato e seguirlo, per investire i tuoi risparmi è la stessa cosa:  devi seguire un processo ben definito cioè devi fare una pianificazione finanziaria procedendo per passi.

PRIMO PASSO proteggi il tuo patrimonio e il tuo tenore di vita

Quando sei a capo del tuo esercito la prima cosa da fare, prima ancora di dichiarare guerra, è proteggere  quello che hai: fare fortificazioni, costruire mura o in tempi più recenti schierare missili antiaerei o antimissile. Bene, nella vita reale devi difendere il tuo tenore di vita cioè mettere in sicurezza la tua capacità di produrre reddito e proteggere il tuo patrimonio da eventi negativi che, magari non accadranno mai, ma se accadono ti sconvolgono la vita. I tuoi missili antiaerei in questo caso sono le polizze assicurative che ti consentono di trasferire i rischi all’assicurazione nel caso ti succeda qualcosa di grave.

Ottieni così due  cose contemporaneamente:

  • la prima non sei più obbligato a tenere una parte dei tuoi risparmi non investiti per far fronte agli imprevisti,
  • la seconda guadagni in serenità (che non è poco).

Attenzione però: non devi fare polizze a casaccio, così come ogni tanto ti vengono proposte  agli sportelli delle banche o delle assicurazioni, devi farlo seguendo un processo ben preciso. Nel nostro caso abbiamo un software brevettato chiamato INSURANCE PLANNING che ti costruisce una copertura assicurativa su misura e secondo le tue esigenze combinando diverse polizze di diverse compagnie.

SECONDO PASSO conosci le tue risorse finanziarie

Il secondo passo prima di entrare in guerra è passare in rassegna le forze: quante armi munizioni hai e quanti soldati puoi arruolare.

Nella pianificazione finanziaria questo significa analizzare i tuoi attuali investimenti, capire qual’è la tua capacità di risparmiare (se riesci ancora a risparmiare) e infine cercare di programmare quali saranno le spese future certe e i tuoi obiettivi finanziari nei prossimi anni: ad esempio cambiare auto, iscrivere i figli all’università, cambiare casa, costruirti una pensione e così via.

In questo modo riesci a dare delle scadenze in termini di tempo ai tuoi investimenti.

TERZO PASSO conosci te stesso

Il terzo passo è capire bene che tipo di guerriero sei: ti piace lo scontro in campo aperto o preferisci le battaglie di retroguardia per sfinire il nemico. Nella pianificazione finanziaria questo si traduce nello stabilire quale è la tua tolleranza psicologica alle perdite durante il periodo d’investimento.

Sei indifferente alle perdite pur di ottenere rendimenti molto alti oppure appena vedi il segno meno ti si blocca la digestione.

Ad esempio: investi in uno strumento che richiede dieci anni per dare il rendimento atteso, se dopo 6 mesi sei in perdita, vai nel panico e non dormi la notte oppure cerchi di investire di più perché i prezzi sono migliori? Se vai nel panico allora è meglio che investi in qualcosa che rende meno ma che ha meno sbalzi di prezzo.

Una volta messo in sicurezza il tuo tenore di vita, stabilito le scadenze dei tuoi investimenti e preso coscienza  della tua sopportazione alle perdite si passa al piano d’azione.

QUARTO PASSO costruisci portafogli efficienti e investi

Il quarto passo consiste nel costruire dei portafogli efficienti cioè scegliere dove e in cosa investire.

Costruire dei portafogli efficienti significa innanzitutto comprare degli strumenti finanziari che sono in sintonia con le tue scadenze, cioè  nell’intervallo di tempo considerato riescono a recuperare le eventuali perdite e dare i rendimenti attesi alla fine del periodo considerato.

Il principio che sta alla base è: più alto è il rendimento che ci si aspetta dall’investimento più forti sono i movimenti di prezzo in su e in giù e di conseguenza più tempo ci vuole per potere riassorbire  le possibili perdite e dare il rendimento sperato.

Quindi più sono brevi le scadenze cioè più a breve ti servono i soldi investiti, meno tempo hai per riassorbire le perdite e perciò meno movimenti di prezzo deve avere il tuo investimento. Meno movimenti significa meno rendimento.

Se compri un’azione e la devi rivendere dopo un mese tanto vale che vai al casinò. Spesso questo semplice concetto viene ignorato da qui anche il detto giocare in borsa.

In secondo luogo per aumentare l’efficienza dei tuoi investimenti devi cercare quelle opportunità che a parità di rendimento abbiano minori variazioni di prezzo (volatilità).

Per diminuire il rischio devi

  • diversificare il più possibile cioè come si dice mettere le uova in panieri diversi. Devi diversificare sia il tipo di investimento (azione, obbligazione, valuta, materie prime, immobili, metalli preziosi) sia il tipo di settore dove investi (ad esempio farmaceutico, petrolifero, beni di consumo e così via).
  • investire in strumenti che sono decorrelati cioè che quando uno sale l’altro scende ad esempio azioni e oro spesso hanno movimenti opposti.

Ti è già venuto il mal di testa? Pensi che sia tutto troppo difficile?

Stai tranquillo c’è chi fa questo di mestiere e sono i gestori di fondi e sicav.

Se non hai idea di cosa siano fondi e sicav puoi pensare a grandi contenitori che, a seconda della tipologia, contengono azioni, obbligazioni o un mix delle 2. I gestori di questi fondi sono professionisti che acquistano e vendono titoli secondo le loro aspettative di andamento dei mercati e secondo precise procedure di controllo del rischio, ovviamente non lo fanno gratis ma si fanno pagare delle commissioni. Si potrebbe andare avanti con la descrizione del loro funzionamento e delle caratteristiche ma questa è un’altra storia e ne parlerò in un altro articolo.

E’molto probabile che tu abbia sentito parlare anche molto male di questi strumenti ma, come in tutti i settori, c’è chi lavora bene ed ottiene rendimenti ottimi e chi lavora male e aggiunge solo costi.

Uno dei compiti di un promotore finanziario o di un consulente è  quello di selezionare per te i migliori e combinarli insieme cercando di ottenere il massimo in termini di decorrelazione e di diversificazione e il minimo in termini di oscillazioni di prezzo (volatilità).

Come vedi le soluzioni per continuare a far rendere i tuoi risparmi ci sono ma non è più così semplice come qualche anno fa, ammesso che sia mai stato semplice.

Ricapitolando i passi per investire in tranquillità sono

  • 1 proteggere il tuo patrimonio e la tua capacità di produrre reddito da eventi distruttivi
  • 2 capire a fondo qual’è la tua situazione finanziaria attuale e i tuoi obiettivi
  • 3 capire che tipo di investitore sei
  • 4 costruire portafogli in linea con i punti 2 e 3

L’aspetto più difficile resta però resistere alla tentazione di uscire prima del termine stabilito. Se riesci a mantenere la tua posizione ferma nel tempo e hai scelto il prodotto giusto i risultati non mancano.
rendimentiGuarda ad esempio questo grafico. Si tratta di un fondo bilanciato flessibile (fonte Quantalys). Questo grafico in apparenza complicato ti dice che a partire dal 1999 in qualsiasi momento tu hai investito se hai tenuto il fondo per più di tre anni, (che è il periodo minimo consigliato), non avresti mai avuto una perdita (linea blu grafico sopra) con rendimenti quasi sempre superiori al 10% su tre anni, se lo tieni 5 anni (grafico sotto) non solo non avresti mai avuto perdite ma anche  rendimenti superiori.

Se viceversa tu lo tieni per periodi inferiori la probabilità di avere perdite aumenta in modo consistente.

Questo è ancora più evidente nel caso di un fondo azionario dove  puoi ottenere rendimenti annui del 7% in caso tieni il fondo per 10 aRendimenti zero investnni o più.

La linea blu rappresenta le performance annue a seconda del momento in cui hai investito: anche se tu hai investito sui massimi del 2000 dopo 10 anni avresti ottenuto una performance annua del 6% e una performance cumulata dell’80% nonostante la bolla internet, gli attentati alle torre gemelle, la bolla subprime e il fallimento di Lehman. Nel caso fossi stato un po’ più fortunato avresti potuto più che triplicare il tuo capitale.

Come vedi puoi ottenere rendimenti considerevoli anche se i rendimenti dei BOT e dei BTP sono a zero, e dormire sonni tranquilli. L’importante è pianificare correttamente le tue scadenze e essere disposto a tollerare perdite durante l’intervallo prescelto.

Lascia i tuoi dati se sei interessato ad una consulenza gratuita, sarai ricontattato a brevissimo.

 

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