I tre errori da evitare quando investi i tuoi soldi e scopri se i tuoi investimenti superano il test

di | 20 Novembre 2015

errori da evitare quando investiAnche a te sarà capitato commettere almeno uno dei tre errori da evitare quando investi i tuoi soldi.

Ad esempio ti è mai capitato di comprare un’azione o un fondo che stava salendo ininterrottamente da tempo e dopo tanti tentennamenti “compro non compro, compro” appena compri inizia a scendere a capofitto?

Al che inizi a dire si va beh ok è una correzione (cioè torna indietro un po’), la tengo. Poi scende ancora e cominci a preoccuparti più seriamente e la vocina emozionale inizia a dire “facevi bene a non comprare! Ora continua a scendere, vendi” ,  la parte razionale di te ti fa dire “no ho comprato perché è un buon titolo poi ci hanno guadagnato tutti i miei amici,  me l’ha consigliata anche Tizio che è un esperto, tengo duro”. E così via finché non perde il 50%. Al che la vocina emozionale ha la meglio e vendi.

Puntualmente da lì ricomincia a salire, al che ti incazzi. Così la vocina emozionale ricompare e dice “ ecco facevi bene a tenere adesso torna sui massimi e tu sei fuori ricompra” ricompri e ricomincia a scendere e così via…

Tanti patrimoni e sogni di trading online sono sfumati o meglio evaporati in questo modo… nel tritacarne del “facevo bene a…”

Questo succede abitualmente nel trading quando non hai una strategia ben precisa e succede spesso anche quando investi i tuoi sudati risparmi  investendo a casaccio. Cosa che capita molto più spesso di quanto si creda.

Un primo errore da evitare è quindi investire per sentito dire o seguendo l’istinto

Questo accade quando sei mosso dall’avidità, cioè quel rosico che ti viene quando i mercati salgono e tu sei fuori e non guadagni, e  dalla paura cioè quella preoccupazione cupa che ti viene quando  i mercati scendono e tu hai paura di perdere tutto.

Investire per sentito dire e seguendo l’istinto è il modo peggiore di investire, quello che ti fa comprare sui massimi e vendere sui minimi. Quello che io chiamo entrare nel tritacarne del “facevo bene a…”.

Per investire in modo consapevole ti devi domandare: quanto sono disposto a perdere? Perdere in valore assoluto, non in termini percentuali. In altre parole se hai investito 50000 euro e dopo un mese ne hai solo 40000, cosa fai? Qui devi risponderti onestamente, cercando di non mentire a te stesso. La cosa migliore da fare per dare una risposta onesta è cercare di calarti completamente in quella situazione come se fosse vera e attuale. Quello che in PNL (programmazione neuro linguistica) viene chiamato stato associato ovvero immaginarti dentro la situazione nel momento in cui vedi sul tuo estratto conto la perdita, quando lo stomaco si stringe  e già senti la voce di tua moglie/marito che quando arrivi a casa ti dice “te l’avevo detto che non dovevi farlo….”

Qual’è la tua reazione? Dopo un primo momento di sbandamento diventi razionale e pensi “si ok l’avevo messo nel conto. Avevo previsto che questo investimento da i suoi pieni frutti dopo tot anni quindi resto investito…….” oppure dici “azz#]#¶@! vendo tutto chiudo tutte le posizioni non ne voglio più sapere!” ?

Se la risposta è la prima significa che quell’investimento è adatto a te se è la seconda è meglio che pensi ad investire in qualcos’altro di meno rischioso (meno rischioso sulla carta, al momento non esistono investimenti poco rischiosi, ma questo è un altro argomento che tratterò in un articolo successivo).

Il secondo errore è non suddividere l’investimento per scadenze

Ti è mai capitato di investire in azioni e dopo poco tempo essere costretto a vendere in perdita perché ti servivano i soldi? Oppure vendere perché dopo due o tre anni il tuo investimento azionario era ancora in perdita e ti sentivi frustrato del fatto che non riuscivi a guadagnare?

Questo accade quando non fai un’analisi dei tempi di spesa e quando non hai ben presente quali sono i tempi in cui devi restare investito per ottenere il rendimento che ti aspettavi.

Ogni investimento ha  un proprio rendimento atteso che tanto più alto quanto più alto è il rischio. Maggior rischio significa maggiori oscillazioni, su e giù dei mercati: ciò significa che deve essere maggiore il tempo in cui devi rimanere investito per assorbire le oscillazioni negative.

Ad esempio l’investimento in azioni o meglio in fondi azionari prevede un tempo di investimento di 10 anni per avere un rendimento medio di circa il 7% all’anno. Questo rendimento non è fatto poco alla volta ma le azioni si muovono su e giù mediamente del 10% con degli estremi del 40%. Se sei sfortunato e dopo che acquisti perdi il 30% ci vuole qualche anno a recuperare e questa situazione la devi mettere in conto.

Quando investi in azioni e sai già che dopo tre anni hai bisogno dei tuoi soldi perché ad esempio devi cambiare casa esponi i tuoi risparmi al rischio di una grave  perdita. Puoi magari guadagnare tanto ma puoi anche perdere tanto, si entra più nel campo delle scommesse che degli investimenti.

Se non vuoi che i tuoi risparmi vengano stritolati dagli schiacciasassi del mercato devi definire i tuoi obiettivi e i tuoi tempi di spesa per poter suddividere l’investimento in tanti mini investimenti ognuno dei quali con la propria scadenza in funzione dei tuoi progetti di spesa.

Il terzo errore da evitare è investire guardando solo ai rendimenti passati e alle valutazioni dei siti specializzati.

Quando decidi di comprare un fondo o anche un’azione o un titolo di stato (BOT o BTP) la prima cosa che fai per istinto è  comprare quello che sta andando meglio.  E’ già meglio che comprarlo a caso seguendo la pubblicità o i sentito dire ma guardare solo a al rendimento è pericoloso

Il tuo investimento funziona bene se ha una buona diversificazione e un buona decorrelazione!

Cosa significa? Diversificare significa investire in settori diversi, in aree geografiche diverse, in valute diverse e così via. Decorrelare significa diversificare in modo da mettere un po’ di soldi in investimenti che si muovono in un senso e altri in investimenti che si muovono nel senso opposto.

Ad esempio nel 2011 quando i paesi come l’Italia e la Grecia erano in crisi  tutti scappavano e l’euro scendeva a favore del dollaro. Se avevi dei risparmi investiti in dollari avresti potuto compensare le perdite dei titoli di stato italiani in euro (che comunque era meglio non avere).

Finora hai visto che per investire in modo corretto devi evitare

  • scegliere un investimento che ti faccia dormire la notte
  • suddividere l’investimento in tanti sottoinvestimenti diversi seguendo la logica secondo la quale prima mi servono i soldi meno rischioso deve essere l’investimento.
  • per ogni sottoinvestimento devi diversificare il più possibile

Per diversificare la cosa migliore che devi fare è investire in fondi, sicav o ETF. Tutti sono grandi   grandi contenitori all’interno dei quali ci sono i singoli titoli azionari o obbligazionari. La differenza è che nei fondi o sicav generalmente c’è un gestore che fa delle scelte che possono dare un rendimento migliore di quello del mercato dove investe mentre l’ETF riproduce esattamente il rendimento del mercato dove investe.

Ad esempio: investi nella borsa americana. Questa guadagna il 10% in un anno. Se investi con un fondo  gestione attiva potrai guadagnare il 12% se il gestore è bravo o guadagnare l’8% se è meno bravo. Se investi con l’ETF guadagnerai il 9.75% che è il 10% meno i costi.

La scelta del gestore diventa quindi molto importante quando decidi di investire in un fondo e richiede parecchio tempo. Questo perché  devi indagare sulla storia del gestore, come si è mosso quando i mercati sono andati bene e come si è mosso quando sono andati male, se è tanto che gestisce quel fondo o è appena arrivato e, se è appena arrivato, cosa ha fatto prima e così via. Un gestore bravo però può fare la differenza nella riuscita del tuo investimento.

Decidere di investire i propri risparmi in modo consapevole richiede un metodo di lavoro rigoroso e attento,  a differenza di come spesso accade allo sportello della banca quando ti dicono “Guardi abbiamo questo fondo o questa obbligazione della nostra banca che sta andando bene perché non ne fa un po’!”  oppure facciamo  “un 40% di azionari e un 60 di obbligazionario” che va sempre bene.

Qui trovi un metodo preciso che ti garantisce la massima personalizzazione perché

  • inizia dall’analisi dei tuoi bisogni e delle tue esigenze
  • verifica quanto il tuo patrimonio e il tuo reddito sono al riparo dagli imprevisti così che tu puoi dare serenità alla tua famiglia
  • verifica gli strumenti che hai messo in atto per garantirti il mantenimento del tuo tenore di vita quando cesserai l’attività lavorativa, e infine
  • costruisce un sistema di strumenti finanziari coerenti con i tre punti precedenti , tenendo conto dei tuoi tempi di spesa e in sintonia con la tua emotività di fronte al rischio di perdita.

Con una corretta Pianificazione Finanziaria Assicurativa Personalizzata,  i tre errori da evitare quando investi saranno solo un lontano ricordo.

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2 pensieri su “I tre errori da evitare quando investi i tuoi soldi e scopri se i tuoi investimenti superano il test

  1. Andrea Ferraris

    Mi sembra che l’articolo sia interessante e utile. Personalmente ho investito in ETF su consiglio di un amico per quelle che mi sembrano buone ragioni:
    1. coi fondi il gestore si prende almeno il 2-3% dei tuoi soldi, indipendentemente dal fatto che i miei fondi salgano o scendano e una volta presi non fanno piu` parte del mio investimento che puo` risalire per esempio dopo una perdita o che puo` fare interesse composto positivo per guadagni successivi e questo 2-3% in piu` rispetto agli ETF e` una certezza di spesa, diversamente dagli utili o perdite di borsa.
    2. credo che indicativamente se il gestore del fondo e` medio rispetto ai titoli che gestisce, vuol dire che il fondo rendera` come un ETF – 2% di gestione almeno, se e` cattivo guadagnero` molto di meno che con un ETF o perdero` molto di piu` che con un ETF, se e` molto bravo potrei guadagnare piu` che con un ETF, ma date le considerazioni precedenti direi che le probabilita` di guadagnare altrettanto o meglio che investendo in ETF non sembrerebbero dalla mia parte
    3. un ETF si vende e si compra normalmente in ore a valore certo, mentre per un fondo ci vogliono settimane e il valore si conosce con precisione dopo , non certezze
    Essendo un neofita mi sarebbero gradite correzioni e chiarimenti, questi sono solo miei pensieri a riguardo non certezze

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    1. Pietro Mastinu Autore articolo

      La scelta dello strumento è l’ultima fase del processo di investimento.
      Vanno benissimo anche gli ETF io utilizzo sia fondi che ETF. Questi ultimi sono sempre più utilizzati tanto che c’è stato recentemente il sorpasso dei fondi a gestione passiva rispetto a quelli di gestione attiva.
      Ci sono alcuni spunti di riflessione:
      1. veniamo da 10 anni di rialzo praticamente ininterrotto sia sull’azionario che sull’obbligazionario e quindi una strategia buy & hold è stata vincente e facile da mantenere senza troppi patemi d’animo. Questo ha penalizzato sicuramente i gestori attivi flessibili.
      2. c’è un’enorme offerta di fondi che si dicono attivi, la maggior parte sono ciofeche. Si deve avere la possibilità di scegliere i migliori mentre spesso vengono proposti i fondi della casa.
      3. ribadisco che la parte importante dell’investimento è la taratura del grado di rischio sopportabile e la possibilità di rispettare i tempi dell’investimento. Questo è ancora più vero se si scelgono ETF che in caso di forti discese se le prendono tutte e si deve poi aver la forza di stare in perdita per diversi anni.
      4. Sto facendo parecchi test di portafogli confrontando quelli costruiti solo con ETF con portafogli costruiti combinando ETF con fondi flessibili. Ho notato che, pur non cambiando di molto il rendimento finale, la combinazione di gestione attiva e passiva rende i portafogli più stabili.
      5. Ovviamente i fondi sono più cari dell’ETF e si deve valutare dove questo costo è giustificato anche se ovviamente non è detto che il gestore che è stato bravo fino ad ora non inizia a sbagliare.
      6. Per quanto riguarda i tempi preciso che, se l’intermediario è efficiente, non servono settimane. Generalmente se l’ordine è passato entro le 13 si prende la valorizzazione di borsa del giorno stesso o del giorno successivo per i mercati emergenti. Dopo le 13 viene tutto rimandato di un giorno. Quindi anche se la valorizzazione ufficiale arriva dopo massimo una decina di giorni, controllando il prezzo sul giornale riesco a capire il prezzo di sottoscrizione o di vendita dopo due giorni.

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